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Nel regno di Matilde - Terre di Canossa

Breve ma intenso viaggio, quello odierno teso alla visita di alcuni borghi e castelli situati sulle pendici dell’Appennino Reggiano e parte dell’apparato difensivo del Castello di Canossa e della sua castellana, la celebre e potente Matilde di Canossa protagonista indiscussa del periodo medievale.

L’itinerario è stato realizzato unendo i cosiddetti Puntini sulla mappa, ovvero quei punti di interesse che progressivamente aggiungiamo alla personale mappa e che poi serviranno per creare itinerari o per evidenziare mete interessanti quando si transita nei loro pressi:

 

TROVATE IN QUESTO VIDEO LE MODALITA’


VIDEO MAPPA E GPX DELL'ITINERARIO A FINE PAGINA


Villa d'Este (RE)

Situata nelle immediate vicinanze di Reggio Emilia e prima tappa di questo nostro percorso attraverso le Terre di Canossa, fu realizzata all’interno del settecentesco progetto che comprendeva il vicino castello di Rivalta ed il suo parco delle delizie; la vasca ovale al centro dalla quale sorge il Casino chiamato “fuggi l’ozio”, alimentata dal torrente Crostolo, serviva infatti ad alimentare le fontane della stessa villa.

Il piccolo ma suggestivo edificio decorato da suggestivi affreschi non è normalmente visitabile, ma la gentilezza del proprietario presente al momento della nostra visita ha fatto si che potessimo dare un’occhiata all’interno; la villa è disponibile alla organizzazione di eventi, come matrimoni, feste di laurea, etc. etc.   

Troverete le immagini degli interni nel video visibile a fine report

Votigno (RE) – Il Piccolo Tibet


Questo bellissimo borgo medievale, perfettamente restaurato, posto sulle pendici dell’Appennino Reggiano nasce come fortificazione militare; nell’epoca in cui la zona era sotto il dominio di una delle donne più importanti del medioevo, Matilde di Canossa della quale oggi seguiamo le tracce, Votigno ospitava parte delle milizie della Nobildonna pronte ad intervenire in difesa del vicino castello, sorprendendo l’incauto aggressore.

 

A partire dagli anni novanta del ‘900 nasce e si sviluppa all’interno del borgo la “Casa del Tibet”, luogo unico in Italia, e primo in Europa, dove monaci e appassionati possono pregare immergendosi nella cultura tibetana, inaugurato dal Dalai Lama nel 1999.

Magica, suggestiva ed unica l’atmosfera che avvolge il borgo sospeso tra la concretezza del  medioevo ed il misticismo orientale, avvolto dal bellissimo paesaggio offerto dai primi rilievi collinari pronti a trasformasi nelle pendici appenniniche. 



Piacevolmente impressionati dal bellissimo borgo di Votigno riprendiamo il viaggio verso il prossimo puntino sulla mappa; scortati da un contesto collinare ormai dichiaratamente primaverile sul quale si rincorrono i colori della meraviglia, e attentamente sorvegliati dalla inconfondibile sagoma della Pietra di Bismantova, arriviamo al cospetto di uno dei castelli meglio conservati e più belli dell’apparato difensivo delle terre di Matilde di Canossa e del suo castello principale 


Castello di Sarzano (RE)

Risale al 958 la prima citazione riscontrata di questo suggestivo castello edificato su di una collina a 700 metri di altezza dominante le circostanti terre, in grado di regalare una vista panoramica davvero spettacolare sull'Appennino reggiano.

Siamo nel comune di Casina, nel cuore delle Terre di Matilde di Canossa, e quella che venne riconosciuta come una della rocche più eleganti del territorio e che sorge sopra i resti di un precedente maniero, probabilmente risalente al IX secolo, diviene possesso del progenitore della nobildonna appunto  nel 958.

Il luogo in cui sorge è uno dei più importanti a livello strategico dell’epoca, in quanto punto di controllo della direttrice Lucca-Parma e delle varie strade di valico appenninico; per questo Bonifacio di Canossa prima e la figlia Matilde dopo rafforzeranno il castello, così come tutte le linee di fortificazioni utili al controllo del traffico nei possedimenti della Contessa, tra Longobardia e Tuscia.

Sarzano fa parte della seconda linea insieme al Castello di Rossena e a quello di Canossa.

Alla morte di Matilde senza eredi nel 1115, il castello, donato al monastero di sant’Apollonio di Canossa, venne rivendicato con la forza dal libero Comune di Reggio Emilia; nel 1427 fu conquistato e distrutto da Niccolò d’Este durante l’espansione territoriale dei signori di Ferrara, che si premurò di farlo immediatamente ricostruire.

Concessioni e eredità porteranno il castello di nuovo sotto i Canossa prima e i Carandini, marchesi di Sarzano dopo, marchesi che si resero protagonisti di una importante campagna di restauri (una curiosità: l’attore britannico Christopher Lee, ovvero Sir Christopher Frank Carandini Lee, uno dei più celebri Dracula del cinema, conte Doku in Star Wars e Saruman il Bianco nella saga del Signore degli Anelli, è stato l’Undicesimo marchese di Sarzano, patria dei suoi antenati Carandini) 

Successivamente di nuovo in possesso degli Estensi, verrà da loro donato alla Chiesa ed infine acquistato nel 1990 dal comune di casina, insieme al borgo che progressivamente si era sviluppato ai piedi del castello.

In costante ammirazione dei morbidi pendii collinari che si offrono al prossimo tramonto, proseguiamo la nostra esplorazione delle terre che furono feudo di una delle pochissime donne di potere del periodo medievale, fino ad arriva alla prossima meta prevista.

Vercallo (RE)

Di origini longobarde (la prima citazione storica è del 835), il piccolo borgo di Vercallo situato a poca distanza dal Castello di Canossa diviene parte della struttura di fortificazioni a difesa del territorio una volta sotto il dominio dei Canossa; recentemente il piccolissimo gruppo di case è stato oggetto di profonda ristrutturazione grazie ad un progetto di recupero rurale promosso dalla regione Emilia Romagna.

 

Il pugno di case, nascosto tra le pieghe dell'appennino Reggiano, merita assolutamente una visita per respirare la tranquilla atmosfera che lo contraddistingue e per ammirare il naturale contesto circostante. 

Il Castello di Canossa (RE)

"Andare a Canossa"; iniziamo da quello che è probabilmente il riferimento più celebre alle vicende legate a Matilde di Canossa e a questo Castello; detto che si ritrova in molte culture, non solo la nostra e che di fatto significa "umiliarsi!

Questo modo di dire trae le sue origini da un fatto molto importante della storia; in questo luogo nell'inverno del 1077 l'imperatore Enrico IV restò in attesa per tre giorni, vestito di un umile saio, del perdono di Papa Gregorio VII. 

Il tutto grazie alla intercessione di Matilde di Canossa. 

Il periodo storico è quello delle lotte per le investiture; all' inizio dell'XI secolo il Papa Gregorio VII e l'Imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV di Franconia, si scontrano per il dominio dei territori. 

Enrico dichiara inizialmente il Papa illegittimo, ma poi alla successiva scomunica che lo colpirà sarà costretto a chiedere perdono e a recarsi a Canossa invocando il perdono...


Purtroppo dato l'orario la visita al castello di Canossa non è più possibile, ma dato che in passato abbiamo già percorso queste strade,

potrete comunque dare un occhiata agli interni del maniero di Matilde seguendo il link sottostante,

che vi porterà su di un diverso itinerario nelle Terre di Canossa

 


Ma andiamo per ordine:

Il Castello di Canossa fu costruito a metà del X secolo da Adalberto Atto, primo conte di Canossa, conte di Mantova e fondatore della nobile casa dei Canossa; supportato dal re Ottone di Germania grazie ai favori resi ospitando la fuggiasca Adelaide di Borgogna, vedova del re d’Italia e reclamante del trono, poi divenuta sposa dello stesso re Ottone I al quale aveva chiesto soccorso, il conte accrebbe potere e territori.

Anche il figlio Tedaldo, che gli succedette alla morte nel 988, contribuì alla crescita del casato dei Canossa, ma sarà Bonifacio III (figlio di Tedaldo) a consolidare casato diventando uno dei signori più potenti del tempo, grazie anche all’eredità del padre (le contee di Modena, Reggio Emilia, Mantova, Brescia, Ferrara) e quelle della madre (ampi possedimenti in Toscana tra Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia).

Matilde, figlia di Bonifacio e Beatrice contessa di Lorena, nasce nel 1046 per diventare presto la donna più potente del suo periodo, dominando su di un territorio che comprendeva Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. 

Il potere le arriva grazie ad una serie di eventi che ne segnano il periodo giovanile scatenati dalla morte del padre e successivamente dei fratelli maschi; il matrimonio della madre con Goffredo il Barbuto accrebbe il potere e i territori dei Canossa.


Matilde fu poi costretta a sposare il figlio di Goffredo per evitare dispersioni di potere in caso di successione.

Ma alla morte del marito per assassinio, per la quale si ipotizza non fosse completamente estranea alla sua organizzazione, divenne unica sovrana delle terre dei Canossa.

Aveva 30 anni e non rese nessun tipo di onore al marito appena morto, come era uso fare al tempo.

Superò con estrema bravura il periodo drammatico che vide opporsi papato e impero schierandosi sempre apertamente con il papa, e consegnando allo stesso i suoi territori, sfidando apertamente l'imperatore.

Contrasto che culminerà con l’umiliazione dello stesso nel 1077 e con la sconfitta derivata dal fallito assalto al Castello di Canossa del 1092

Matilde mori di gotta nel 1115 senza lasciare eredi, (l'unica figlia morirà poco dopo la nascita) e da allora iniziò la costruzione della sua leggenda, in parte manipolata da chi voleva farla apparire come una monaca dedita esclusivamente alla fede, ma di lei si dice anche altro...

 

Con la scomparsa di Matilde, e la fine del Casato, per il castello di Canossa inizia un lungo periodo di declino, mentre i possedimenti della un tempo potente famiglia vengono dispersi 

Castello di Rossena (RE)

Come per il Castello di Canossa fu il conte Adalberto Atto, bisnonno di Matilde di Canossa, a costruire il Castello di Rossena nel 960 circa nell’intento di creare una roccaforte a difesa del castello principale situato poco lontano.

Due le torri primigenie realizzate, una nelle immediate vicinanze del castello raggiungibile attraverso un facile sentiero, l’altra invece all’interno del maniero stesso, inglobata dai successivi ampliamenti.

Il fascino intenso che la struttura, nata per essere inespugnabile, emana, viene ancor più intensificato dai misteri che ancora oggi custodisce, come quelli legati ai passaggi segreti mai esplorati, e dalle sontuose stanze che le varie casate realizzarono durante il loro regno sulle terre di Canossa.


Intorno a noi, intanto, il panorama suggestivamente avvolto dalle ombre della imminente sera si adorna della magica presenza della luna al massimo del suo splendore; il modo migliore per concludere questo emozionante viaggio nel territorio e nella storia; uno dei tanti che questo nostro bellissimo paese può regalare.


Video, mappa e GPX dell'itinerario

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